mercoledì 22 dicembre 2010

Maldive per tutti, dove come e perchè.

Negli ultimi anni il Vertical jigging ha raggruppato un gran numero di pescatori, alla continua ricerca di un'evoluzione tecnica che sfocia in provanti sessioni di pesca.


La vista della capitale Male dall'alto, popolata da 77000 abitanti il più grosso centro delle Maldive


Niente da più sollievo e felicità di veder apparire la sagoma argentea di un bel GT.

Sarà la fortuna, oppure una serie di accorgimenti tecnici a determinare la buona riuscita della spedizione tropicale?
Come diceva Seneca “la fortuna è semplicemente il talento che incontra l'occasione”, e di occasioni alle isole Maldive per un appassionato pescatore tropicale se ne incontrano tante.


Anche se questa volta la fortuna ha avuto il sopravvento.

Entriamo nel dettaglio.....


L'arcipelago delle maldive.

La repubblica delle Maldive, situata a sud dell'India, attraversa le acque dell'Oceano Indiano per 870 km dalla latitudine 7°06' nord a 0°42' sud, un vero e proprio paradiso terrestre quasi interamente sotto il livello del mare.


Piccoli isolotti spesso disabitati destinati a scomparire con l'innalzamento degli Oceani.

I 26 atolli che formano questo arcipelago comprendono circa 1200 isole, alcune trasformate in lussuosi resort, altre abitate da cordiali pescatori locali, altre ancora disabitate in quanto semplici lingue di sabbia bianca spesso senza vegetazione.


I barracuda sono cacciatori furtivi che si aggirano lungo i reef delle Maldive, attaccano a popping, vertical e traina spesso tagliando il leader di nylon.

Si può considerare questo arcipelago corallino come una immensa secca affiorante, dove moltissime specie di pelagici e non, trovano un ambiente ideale per vivere e riprodursi nelle calme acque interne, ma per noi appassionati di Vertical Jigging si tramuta in una possibilità di attacchi frequenti e lunghi combattimenti.


Doppietta maldiviana dog tooth tuna e rusty jobfish.

Pescare in questo paradiso presuppone una buona preparazione fisica, una barca madre agile, un capitano che sappia mantenere la posizione ottimale di scarroccio e qualcuno che conosca la conformazione dei fondali e delle diverse situazioni di pesca cui si va incontro; tutto il resto si impara facendo esperienza.



LE STAGIONI DELLA PESCA
Se si intende pescare alle Maldive è necessario capire le correnti e la situazione climatica cui si andrà incontro.
Generalmente, dal mese di maggio a novembre, alle Maldive le correnti provengono da ovest a est (sauth-west Monsoon) al contrario invece le correnti corrono da est ad ovest (north-est Monsoon) dal mese di dicembre ad aprile; la prima situazione che corrisponde al loro inverno è poco favorevole in quanto la repubblica è spesso lambita da venti e abbondanti precipitazioni che causano onde che riducono l'avvicinamento degli spot migliori.


I temporali nella stagione secca, che va da ottobre a maggio, durano da pochi minuti a poche ore, non condizionando più di tanto la pesca.

La seconda situazione si presta più facilmente alla pesca causa la possibilità di incontrare condizioni meteo-marine migliori.


Un esempio del reef esterno di un atollo del sud(Laamu) influenzato dai venti monsonici.

Personalmente mi sono sempre concentrato sulla stagione secca, forse deviato da chi alle Maldive c'era stato prima di me.
Conosciuta nel linguaggio locale come Iruvai (north est Monsoon), la stagione secca corrisponde all'estate maldiviana.


Zona di forti correnti nei pressi di un pas dellìatollo di Faafu.


L'effetto del cambio stagionale si fa sentire in maniera irruenta sulla pesca, da novembre le correnti cominciano a cambiare il loro flusso provenendo da Nord-Est, e dall'inizio di gennaio raggiungono il loro apice di forza di tutto l'anno.
Aumenta di conseguenza la percentuale di incontrare specie pelagiche e squali soprattutto sul versante est degli atolli nei punti di maggior forza delle correnti..

video

Un breve video di vertical jigging che mi coinvolge direttamente.

Dopo gennaio le correnti diventano più moderate, l'acqua calma e la superficie del mare sembra uno specchio immobile, un paradiso per chi ama il popping tropicale xlarge, in queste situazioni l'utilizzo di esche da superficie diventa un obbligo per attirare i Giant trevally che indisturbati nuotano in questi fondali.
Il rumore del risucchio del popper si diffonde infallibile in questa apparente calma piatta quasi ci fosse solo lui a creare curiosità tra le tante specie che abitano i reef esterni degli atolli.
Ma il nostro obiettivo principale, senza nulla togliere alla pesca di superficie, è il vertical jigging, ogni energia fresca è impegnata in questa nuova tecnica sperando che ogni attacco sul nostro jig sia quello tanto desiderato nei precedenti mesi alla partenza

Continua..........

Nessun commento:

Posta un commento